Scopri le ultime tendenze e consigli per avere successo nel settore immobiliare nel 2024

Il mercato immobiliare francese nel 2024 è stato caratterizzato da un aggiustamento strutturale, non da un semplice ciclo ribassista. Tra l’entrata in vigore dei divieti di locazione legati al DPE, la ristrutturazione del credito immobiliare e strategie d’investimento che si reinventano attorno alla ristrutturazione energetica, gli operatori che si posizionano ora devono prendere decisioni su parametri molto diversi rispetto a quelli di due anni fa.

Divieto di locazione DPE G: cosa cambia con l’entrata in vigore il 1° gennaio 2025

La legge Climat e Résilience non è più un orizzonte. Dal 1° gennaio 2025, tutti gli alloggi classificati G sono vietati alla locazione per i nuovi contratti, rinnovi e proroghe tacite nella Francia metropolitana. Non è un segnale di allerta, è una costrizione operativa immediata.

Il calendario che segue è già fissato nella legge: gli alloggi classificati F saranno vietati dal 1° gennaio 2028, poi gli E dal 1° gennaio 2034. I locatori che possiedono un portafoglio con più unità classificate F o G devono ora scegliere tra tre opzioni: la rivendita con sconto, la ristrutturazione pesante o il passaggio a un uso non locativo (residenza principale, locale professionale).

Un punto spesso mal compreso nelle strategie patrimoniali: i dipartimenti e le regioni d’oltremare beneficiano di un calendario DPE differito. Gli alloggi G non saranno vietati alla locazione fino al 1° gennaio 2028, e gli F fino al 1° gennaio 2031. Questa differenza crea finestre di arbitraggio diverse a seconda della localizzazione del parco.

Osserviamo che molti proprietari-locatori hanno tardato ad anticipare queste scadenze, il che si traduce in un aumento dell’offerta di immobili poco efficienti sul mercato delle vendite, con sconti significativi in alcune città medie. Per gli acquirenti in grado di finanziare una ristrutturazione energetica, questi beni rappresentano un’opportunità d’ingresso nell’investimento locativo a prezzo ridotto.

Coppia che visita una casa in vendita in periferia nell'ambito di un progetto immobiliare 2024

Credito immobiliare nel 2025: ripresa della produzione dopo due anni di crisi

Dopo il brusco restringimento del 2023 e 2024, la produzione di crediti per l’abitazione ha registrato una ripresa significativa, con un aumento di quasi il 30% nel 2025 secondo i dati riportati dalla Banque de France. Questo rimbalzo cambia le carte in tavola per gli acquirenti che erano stati esclusi dal mercato a causa di condizioni di concessione molto restrittive.

Questa dinamica merita di essere incrociata con altre analisi. Raccomandiamo di seguire regolarmente gli articoli immobiliari su Always Unique per confrontare le evoluzioni dei tassi e i feedback sul campo dei professionisti del settore.

La ripresa del credito non significa un ritorno ai volumi del 2021-2022. Il mercato si riconfigura attorno a profili di mutuatari più solidi, con apporti personali più elevati e durate di prestito che si allungano. I primi acquirenti rimangono sotto pressione, in particolare nelle metropoli dove il prezzo al metro quadrato si è corretto solo parzialmente.

Tassi di credito immobiliare: stabilizzazione piuttosto che calo netto

Osserviamo una stabilizzazione dei tassi attorno a livelli intermedi piuttosto che un vero e proprio ciclo di ribasso. Gli istituti bancari hanno ritrovato appetito per il credito immobiliare, ma i margini rimangono ristretti. La negoziazione del tasso passa ora attraverso il pacchetto globale: assicurazione mutuatario, domiciliazione dei redditi, risparmi collocati nell’istituto prestatore.

Un mutuatario che si limita a confrontare i tassi nominali perde di vista l’essenziale. Il costo totale del credito, inclusi i costi di garanzia e l’assicurazione, rimane l’unico indicatore affidabile per confrontare le offerte.

Prezzi immobiliari in Francia: correzione differenziata a seconda dei mercati locali

La tendenza nazionale nasconde realtà molto contrastanti. Se i prezzi degli immobili sono diminuiti in media rispetto ai picchi del 2022, la correzione non è stata né uniforme né lineare.

  • Le grandi metropoli (Parigi, Lione, Bordeaux) hanno registrato cali significativi nel mercato dell’usato, accentuati dalla diminuzione del volume delle transazioni, sceso ben al di sotto dei livelli storici.
  • Le città medie attraenti (Angers, Rennes, Montpellier) mostrano una resistenza relativa dei prezzi, sostenuta da una domanda locale robusta e da un’offerta limitata di beni ristrutturati.
  • Le zone rurali e periurbane presentano le differenze più marcate: alcuni settori vedono il loro mercato bloccarsi per mancanza di acquirenti, mentre altri beneficiano del telelavoro per mantenere una domanda costante.

Il mercato del nuovo rimane strutturalmente in difficoltà, penalizzato da costi di costruzione elevati e da un forte calo delle nuove costruzioni. Il divario di prezzo tra nuovo e usato si è ampliato in diverse agglomerazioni, rendendo l’usato ristrutturato più competitivo per gli investitori.

Promotore immobiliare che analizza dati di mercato su computer in uno spazio di lavoro contemporaneo

Strategia di investimento immobiliare: immobili poco efficienti e arbitraggi patrimoniali

L’acquisto di immobili poco efficienti a prezzo scontato, seguito da una ristrutturazione energetica per riclassificare il bene in categoria D o superiore, è diventata una strategia di investimento a sé stante. Tuttavia, richiede una gestione precisa dei costi di ristrutturazione e del calendario dei lavori.

Numerosi parametri devono essere verificati prima di posizionarsi su questo tipo di operazione:

  • Il costo reale della ristrutturazione, inclusi l’audit energetico preliminare e le eventuali sorprese strutturali (isolamento esterno impossibile in condominio, vincoli architettonici in zone protette).
  • L’idoneità ai contributi pubblici (MaPrimeRénov’, CEE), i cui importi e condizioni evolvono regolarmente.
  • Il rendimento locativo post-ristrutturazione, che deve includere il periodo di vacanza durante i lavori e il nuovo affitto di mercato una volta che il bene è stato riclassificato.
  • Il rischio di riclassificazione DPE nel 2026, che potrebbe modificare il punteggio di alcuni alloggi al rialzo o al ribasso a seconda del nuovo metodo di calcolo previsto.

Vendita immobiliare: il DPE come leva di negoziazione

Dal lato della vendita, il DPE è diventato un argomento di negoziazione principale. Un bene classificato F o G viene negoziato con uno sconto che riflette direttamente il costo stimato dei lavori di adeguamento. Gli acquirenti informati quantificano la ristrutturazione prima di formulare un’offerta, il che modifica profondamente il rapporto di forza con i venditori.

Il mercato immobiliare nel 2024 ha posto le basi per una ristrutturazione duratura. Gli operatori che riescono a cavarsela sono quelli che integrano il DPE, il costo reale del credito e le dinamiche locali dei prezzi in un unico calcolo di redditività, senza fidarsi delle medie nazionali.

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