
Un proprietario che presenta un dossier MaPrimeRénov’ per isolare le sue soffitte scopre, nell’agosto 2026, che questo tipo di lavori « per gesto » non sarà più idoneo a partire da settembre. Questo cambiamento normativo riassume bene la tensione attuale del settore immobiliare: le regole cambiano rapidamente e le strategie di acquisto, ristrutturazione o affitto devono adattarsi.
MaPrimeRénov’ dopo settembre 2026: cosa esce dal dispositivo
Dal 1° settembre 2026, MaPrimeRénov’ è riorientato verso le ristrutturazioni globali e la decarbonizzazione del riscaldamento. In concreto, i lavori isolati (isolamento singolo, cambio di finestre, alcune VMC, attrezzature a legna) escono dal campo delle agevolazioni quando non sono inseriti in un progetto di ampia portata.
Per le case unifamiliari, ogni ristrutturazione di ampia portata deve ora integrare un sistema di riscaldamento decarbonizzato. Mantenere o installare una caldaia a gas impedisce di beneficiare dell’aiuto. Si passa da una logica di « aiuto » occasionale a un’esigenza di trasformazione completa dell’edificio.
I dati pubblicati dall’Agenzia nazionale per l’abitazione (Anah) a fine luglio 2026 confermano l’ampiezza della svolta: il volume di dossier mensili per ristrutturazioni globali è stato ridotto di quattro o cinque volte rispetto al 2025. Trovare tutte le notizie di Immo e Habitat consente di seguire queste evoluzioni normative nel corso delle settimane.
I feedback variano su questo punto a seconda delle regioni, ma nella pratica, molte famiglie preferiscono rimandare i propri lavori piuttosto che presentare un dossier di ristrutturazione di ampia portata, percepito come più pesante dal punto di vista amministrativo.

Condomini e ristrutturazione energetica: il nuovo quadro di voto dei lavori
La ristrutturazione non riguarda solo le case unifamiliari. Anche nei condomini, le regole decisionali evolvono. La legge Relance Logement 2026 modifica le condizioni di voto per i lavori di ristrutturazione energetica in assemblea generale, abbassando la soglia di maggioranza necessaria per avviare cantieri pesanti.
Sul campo, questo cambia le carte in tavola per i sindaci e i consigli condominiali. Un progetto di rifacimento-isolamento che bloccava da anni per mancanza di maggioranza qualificata può ora passare più facilmente. Il vincolo del voto in assemblea generale è parzialmente sollevato.
Cosa implica per un condomino
I condomini che si opponevano a lavori costosi non hanno più lo stesso peso di blocco. In cambio, le richieste di fondi possono arrivare più velocemente. Si raccomanda di controllare sistematicamente il piano pluriennale di lavori (PPT) del proprio condominio prima di qualsiasi acquisto nel vecchio.
- Consultare il PPT e il diagnostic di prestazione energetica (DPE) collettivo prima di firmare un compromesso
- Verificare se ci sono lavori di ristrutturazione di ampia portata già votati o pianificati nei prossimi tre anni
- Anticipare le richieste di fondi legate alla messa in conformità termica, che possono rappresentare diverse migliaia di euro per unità
Coliving e condivisione: un quadro giuridico che si precisa
Per quanto riguarda l’abitazione condivisa, due evoluzioni meritano attenzione. Il governo ha escluso la creazione di un quadro giuridico specifico per il coliving, lasciando questo segmento in una relativa incertezza normativa. Gli operatori continuano a operare sotto il regime del contratto di locazione arredato classico o del contratto di mobilità, senza uno status dedicato.
La condivisione, al contrario, beneficia di un nuovo dispositivo applicabile dal 1° ottobre 2026. Una clausola di solidarietà regola ora l’uscita di un coinquilino, il che garantisce sia il locatore (che mantiene un garante solidale per un periodo definito) sia il coinquilino uscente (il cui impegno non si protrae più indefinitamente).
Impatto per gli investitori locativi
Per un proprietario che affitta in condivisione, questa clausola cambia la gestione del turnover. Fino ad ora, si ricorreva a modifiche al contratto e accordi informali. La clausola di solidarietà all’uscita del coinquilino chiarisce le responsabilità finanziarie.
Coloro che puntano sul coliving dovranno, invece, rimanere attenti. L’assenza di un quadro specifico significa che ogni montaggio giuridico rimane soggetto a interpretazione in caso di controversia.

Immobili energeticamente inefficienti e divieto di affitto: il calendario si inasprisce
Il Senato ha esaminato nel 2026 un testo volto a rafforzare i vincoli sugli alloggi classificati G, poi F al DPE. L’obiettivo dichiarato è di accelerare l’uscita dal mercato locativo delle abitazioni energeticamente inefficienti, con scadenze che si avvicinano.
Sul mercato, gli effetti si fanno già sentire. Gli immobili classificati F o G nelle grandi città subiscono una svalutazione alla rivendita, e alcuni proprietari locatori preferiscono vendere piuttosto che intraprendere lavori di adeguamento. Questo movimento alimenta l’offerta di immobili da ristrutturare, spesso mirati da investitori pronti a portare avanti un progetto di ristrutturazione globale.
- Gli alloggi classificati G sono progressivamente esclusi dal mercato locativo, con sanzioni previste per i locatori recalcitranti
- Gli immobili classificati F seguiranno secondo un calendario che rimane in discussione in Parlamento
- La svalutazione sugli immobili energeticamente inefficienti raggiunge livelli significativi nelle metropoli dove la domanda locativa rimane forte
- Gli acquirenti che integrano il costo della ristrutturazione nel loro budget di acquisto possono negoziare prezzi più bassi all’ingresso
Il settore immobiliare in Francia sta attraversando una fase in cui la regolamentazione energetica, le agevolazioni per la ristrutturazione e le regole condominiali si muovono simultaneamente. Per un acquirente, un locatore o un condomino, verificare la conformità energetica di un immobile prima di qualsiasi decisione finanziaria non è più un’opzione, è il primo riflesso da avere.